È legge!
Da anni mi sto battendo perché si prevedano incentivi per il personale sanitario che si renda disponibile a svolgere la propria attività nelle aree interne, in montagna, sulle isole, o nelle zone rurali. Perché è evidente a tutti che a parità di condizioni, a meno che non ci siano questioni particolari, la stragrande maggioranza delle persone preferisce svolgere la propria professione sanitaria nelle aree metropolitane e nei centri più importanti.
Io sono però convinto che se creassimo degli incentivi seri alcuni professionisti potrebbero decidere di svolgere almeno una parte della propria carriera nelle aree rurali, o per lo meno porsi il dubbio.
Ho presentato già da tempo una proposta di legge (ferma in commissione) che va in questa direzione e che in parte è stata ripresa dal Governo Italiano nel decreto montagna e finalmente nei giorni scorsi è stato approvato un mio emendamento alla Legge su Toscana Diffusa che appunto prevede incentivi per il personale sanitario che svolga la propria professione nelle aree rurali.
Di cosa si tratta?
Non soltanto di incentivi economici, che dovranno comunque essere previsti, ma anche di prevedere la disponibilità dell’ alloggio e/o dell’auto (che potremmo definire dí servizio, come avviene in tante altre professioni), la disponibilità dell’ambulatorio gratuito per i medici di medicina generale e per i pediatri di libera scelta. Inoltre un anno di lavoro nelle aree rurali potrebbe valere come 18 mesi a fini previdenziali e dí avanzamento di carriera.
Insomma a parità di condizioni e’ abbastanza scontato che un giovane medico o infermiere preferisca lavorare a Pisa o Firenze, anziché nel Mugello o nella Montagna Pistoiese, ma se nel secondo caso avesse uno stipendio maggiore, la casa e l’auto di servizio, l’ambulatorio gratuito e ogni anno che svolge in montagna gli valesse come 18 mesi ai fini previdenziali e di carriera (come avviene per altre professioni pubbliche) io penso che, specialmente i giovani, specialmente nella prima parte della loro carriera, potrebbero porsi il dubbio.
A proposito dell’alloggio di servizio si deve considerare che nelle aree rurali, a differenza che nelle città, gli alloggi pubblici rimangono vuoti (per una serie di motivi che non è il caso dí analizzare adesso) e quegli alloggi poterebbero ben essere destinati proprio a questa funzione. In questi senso stiamo lavorando alla revisione della legge regionale sull’ERP.
Insomma come sempre si può provare a cambiare le cose!
Adesso tocca alla Giunta Regionale definire e declinare questi incentivi, certo è che da ora in poi è legge e farlo o non farlo dipenderà solo dalla volontà politica!